Lorusso Editore

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    LA SCUOLA CHE VORREI Attività di potenziamento - Scuola Secondaria di I Grado a.s. 2020/2021 Istituto Comprensivo Mahatma Gandhi (Roma) Plessi via Corinaldo, piazza Paolo Rossi La Balena in copertina[...]

    La scuola che vorrei

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    LA SCUOLA CHE VORREI


    Attività di potenziamento – Scuola Secondaria di I Grado a.s. 2020/2021
    Istituto Comprensivo Mahatma Gandhi (Roma)
    Plessi via Corinaldo, piazza Paolo Rossi

    La Balena in copertina è il logo dell’IC Mahatma Gandhi.

    Il logo rimanda naturalmente alla balena della fontana posta nella piazza dedicata ai bambini del quartiere di S. Basilio. Ma la balena nei suoi vari colori rappresenta anche l’insieme delle diversità che nella loro compattezza e interazione entrano in una dimensione di forza e potenza, espressa appunto dall’immagine della balena. La balena è un animale forte, potente, che non resta vicino alla riva ma che percorre i mari aperti superando i limiti e gli ostacoli che incontra sul suo percorso.

    Nel logo è sintetizzato lo spirito che ispira l’azione dell’IC Gandhi.

    La scuola vuole che i ragazzi nella loro diversità stiano insieme, che lavorino insieme e che la diversità si trasformi in un elemento di forza; che il loro stare insieme li porti a costruire una realtà personale che li spinga a superare le difficoltà, ad avere orizzonti ampi, ad andare oltre i loro limiti per costruirsi come persone in un mondo in cui abbiano piena cittadinanza e nel quale possano contribuire da protagonisti alla costruzione di un futuro migliore.

    Ed è in questa prospettiva che è nata l’idea di scrivere un libro da parte della scuola secondaria inferiore. In un periodo di difficoltà quale quello legato all’esperienza del Covid 19, gli studenti, insieme ai loro insegnanti, hanno tentato, partendo dall’esperienza che stavano vivendo, di mettere a fuoco percezioni e bisogni nel tentativo di capire attraverso il desiderio e il sogno quale fosse la direzione verso la quale la scuola doveva incamminarsi per un reale miglioramento.

    Il risultato è un caleidoscopio attraverso cui, insieme ai ragazzi, ci si può proiettare in visioni “utopiche” consapevoli che il desiderio di rendere concreto il sogno è il motore alla base di ogni impegno quotidiano per il miglioramento della realtà in cui si vive.

    Il libro sarà disponibile durante la festa di fine anno scolastico nei plessi dell’Istituto Comprensivo Mahatma Gandhi di Roma, lunedì 7 giugno dalle 15.30 alle 18.30.

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    Nilufar, studentessa iraniana impegnata nelle proteste contro il regime degli ayatollah. Leila, attivista, ex combattente di una formazione laica contro Assad. Ada, operatrice sociale di Roma nel campo delle migrazioni[...]

    Cosa c’è dopo il mare

    A partire da 2,99

    Nilufar, studentessa iraniana impegnata nelle proteste contro il regime degli ayatollah.
    Leila, attivista, ex combattente di una formazione laica contro Assad.
    Ada, operatrice sociale di Roma nel campo delle migrazioni e volontaria nella cooperazione internazionale, da poco disoccupata.
    Tre destini, tre donne separate dai confini e dalla geopolitica internazionale, di età e culture diverse, ma accomunate da un sentire profondo che le porta a non voltarsi dall’altra parte di fronte alle ingiustizie, anche se il prezzo da pagare è alto in termini personali, a volte altissimo.
    Le loro vite si incontreranno in un campo profughi alla periferia della fortezza Europa, in un’isola greca circondata dall’indifferenza delle istituzioni, dall’ostilità crescente di parte della popolazione. E dal mare.
    Quel mare azzurro, terribile e meraviglioso di fronte al quale si pongono i pensieri e i desideri dei bambini e delle bambine che in quel campo vivono, crescono e invecchiano precocemente, chiedendosi cosa ci sia oltre.
    Cosa c’è dopo il mare.

    «Sara, voliamo via da qui? Voliamo via insieme a vedere cosa c’è dopo il mare?».
    Lei lo scrutò. «Tu dici che ci riusciamo?» chiese.
    Alì non ebbe alcuna titubanza. «Io e te insieme, sì».

    Patrizia Fiocchetti per più di vent’anni ha lavorato con i rifugiati politici. Ha pubblicato Afghanistan fuori dall’Afghanistan (Poiesis ed. 2013, con Enrico Campofreda) e Variazioni di Luna – Donne combattenti in Iran, Kurdistan, Afghanistan (Lorusso Editore, 2016) e ha partecipato ai libri Una mattina ci siam svegliate (Round Robin, 2015), Si può ancora fare (Safarà, 2016) e Fuoco! (Red Star Press, 2018). Ha pubblicato articoli con Il Manifesto e le riviste Laspro, Confronti e Guerre e Pace.

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    Il tempo è così ricco di storie mai raccontate che si sono perse nel buio come i sogni degli animali nelle tane, in una notte qualsiasi del mondo. Noi non[...]

    Ryu – L’esperienza delle prime cose

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    Il tempo è così ricco di storie mai raccontate che si sono perse nel buio come i sogni degli animali nelle tane, in una notte qualsiasi del mondo.
    Noi non siamo altro che piccoli recipienti in confronto alla vastità delle cose successe, che ancora riecheggiano e vivono, agendo senza essere viste

    Eleanna, giovane infermiera da poco assunta in una casa di riposo nella periferia romana, svolge il suo lavoro con professionalità ma si sente fuori posto, al lavoro come nella vita.
    Ryu è un anziano ospite della struttura, non ha un vero nome e nessuno conosce il suo passato. È giunto nella Residenza come dal nulla e passa le sue giornate su una panchina, perso nei suoi pensieri.
    Eleanna e Ryu creeranno un legame intessuto sulla trama dei racconti del vecchio, calati in un tempo remotissimo e impossibile, prima della Storia, in cui gli umani guardavano alla Natura come all’altra faccia dello specchio di se stessi, in cui il gruppo di nomadi era solidale e i bambini presi per mano dagli anziani.
    Un’epoca d’oro o soltanto il ricordo mitizzato dell’infanzia dell’umanità?
    Ryu – L’esperienza delle prime cose è un romanzo poetico, filosofico, esistenziale, ma allo stesso tempo radicato nell’esistenza concreta dei personaggi che lo animano, e pone domande che vanno alla radice del nostro vivere sociale.

    Marco Saverio Loperfido, scrittore e camminatore di lunghi tragitti, considera il cammino una forma di conoscenza profonda del mondo e di sé. Ha pubblicato, come testi di narrativa di viaggio, Il giro della Tuscia in 80 giorni, Umbria: passaggi a sud-ovest, Le lucertole ricominciano a Friburgo e La luce assoluta dell’Etiopia – Esperienze di montagnaterapia, edito da Lorusso Editore e i romanzi Claude Glass, Memorie di un bugiardo, Cronache metafisiche e La seconda forma del sogno.
    Ha inoltre pubblicato articoli su riviste, saggi in volumi e la monografia sociologica La morte altrove – Il migrante al termine del viaggio.
    Nel 2017 ha percorso, insieme alla fotografa Marina Vincenti e al cane Bricco, 2400 chilometri a piedi, da Chia (VT) al Parlamento Europeo di Bruxelles, un cammino denominato Paese Europa, per promuovere il progetto di libera condivisione dei sentieri italiani Ammappalitalia.it, di cui è ideatore. Nel 2018 ha guidato un gruppo di ex-detenuti in un cammino di 900 chilometri nel sud Italia, per un progetto di reinserimento sociale, andato in onda su Rai3 nella docuserie Boez – Andiamo via.

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    Il 22 febbraio 1980 tre uomini armati, con il volto coperto, entrano in casa di Valerio Verbano, nel quartiere di Montesacro a Roma. Valerio, che non ha ancora compiuto 19[...]

    Valerio Verbano – Una ferita ancora aperta

    A partire da 3,99

    Il 22 febbraio 1980 tre uomini armati, con il volto coperto, entrano in casa di Valerio Verbano, nel quartiere di Montesacro a Roma. Valerio, che non ha ancora compiuto 19 anni, non è a casa. I tre legano e imbavagliano Carla e Sardo, genitori di Valerio, e attendono che il ragazzo arrivi.
    Quel giorno Valerio, giovane militante autonomo, muore, ucciso da un proiettile calibro 38. Da allora, non è mai stata trovata una verità giudiziaria sull’omicidio. Ma esiste una verità storica e politica che è sempre stata chiara per i compagni e le compagne di Valerio: a ucciderlo sono stati i fascisti.
    Il movente sta, probabilmente, nelle sue ricerche sul neofascismo a Roma – incluso quello armato dei Nuclei Armati Rivoluzionari e di Terza Posizione – dei suoi legami con le istituzioni e la criminalità, che Valerio registrava in documenti che diventeranno noti come “il dossier Verbano”.
    Un dossier che si riteneva scomparso, distrutto, come tante, troppe prove grazie alle quali forse si sarebbero potuti trovare gli assassini di Valerio e che, per incuria o per complicità, sono state fatte sparire. E invece quel dossier è ricomparso.
    L’omicidio di Valerio Verbano è una delle pagine più feroci in anni in cui la violenza fascista esplodeva per strada e nella strategia delle stragi di Stato. Questo libro ripercorre la vita di Valerio Verbano, la sua militanza politica, il contesto storico e infine i lunghi anni di indagini e di istruttorie. Riporta fonti di prima mano, documenti giudiziari, interviste a chi ha conosciuto Valerio Verbano e ha vissuto quegli anni. Racconta l’impegno di sua madre Carla nella ricerca della verità e di chi porta avanti il nome di Valerio Verbano.
    La nuova edizione del libro di Marco Capoccetti Boccia ci aggiorna sullo stato delle indagini, riaperte nel 2011 e giunte oggi a un momento cruciale, tra la possibilità della loro chiusura o di una loro svolta.

    Marco Capoccetti Boccia (1973) è nato a Roma, dove vive e lavora come educatore per l’infanzia e insegnante di arti marziali. Si è laureato in Storia Contemporanea con una tesi su Valerio Verbano. Ha pubblicato la raccolta di poesie Territori occidentali (Edizioni Oppure, 1999), le raccolte di racconti Non dimenticare la rabbia (Agenzia X, 2009) e Scontri di piazza (Lorusso, 2012).
    La prima edizione di Valerio Verbano – Una ferita ancora aperta è stata pubblicata nel 2011 da Castelvecchi Editore.

    PRESENTAZIONI CON L’AUTORE E INIZIATIVE

    • Venerdì 7 febbraio h. 19 Csa Astra (via Capraia 19); con l’autore interverranno Nunzio D’Erme, Stefania Fattori, Bruno Papale e Carla Pintucci – A seguire cena sociale a sostegno delle spese della mobilitazione antifascista
    • Mercoledì 12 febbraio h. 19 Sweet Bunch (via Casilina)
    • Sabato 15 febbraio h. 18.30 Csoa La Strada
    • Domenica 16 febbraio h. 18 Csoa Forte Prenestino
    • Mercoledì 19 febbraio h. 17.30 Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero 39)
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    Sono quella che non voleva una vita sottomessa. Sono quella che non ha potuto crescere i suoi figli. Non abbiate pietà di me, la mia vita l’ho scelta e l’ho[...]

    Di morire libera – La vita ardente di Michelina Di Cesare, briganta

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    Sono quella che non voleva una vita sottomessa. Sono quella che non ha potuto crescere i suoi figli. Non abbiate pietà di me, la mia vita l’ho scelta e l’ho vissuta, e sapevo pure come sarebbe finita.
    Andava bene anche di morire, ma di morire libera.

    1860. Con l’invasione del Regno delle Due Sicilie l’Italia è stata appena unificata sotto la monarchia sabauda. Quando diventa chiaro che Francesco II di Borbone non tornerà più sul trono di Napoli, tutti coloro che hanno combattuto fino a quel momento credendosi militari clandestini diventano “briganti” e vengono relegati ai margini della società, braccati e piegati. Tra questi c’è una donna, destinata a diventare un’icona di quell’era. Si chiama Michelina Di Cesare.
    Di lei si tramandano foto false realizzate in studio con una modella, a soddisfare la famelica curiosità voyeuristica del tempo, che con triste ironia diventano – e restano fino a oggi – il simbolo di una rivolta in chiave femminile agli abusi sabaudi. Ma l’unica vera foto di Michelina è un’immagine terribile, che la ritrae dopo l’uccisione, a seno scoperto e incinta.
    Ma chi era davvero questa donna? Qual è la sua parabola e perché è necessario salvarla dall’oblio?
    Monica Mazzitelli ricostruisce la storia epica e vera di una donna memorabile, in un romanzo incalzante, modernissimo, a tratti sanguinoso e lurido, femminista e anarchico, potente e scritto «con le lacrime sempre in tasca».

    Introduzione di Vincenzo Di Brango

    Monica Mazzitelli è nata a Roma nel 1964 e vive a Göteborg (Svezia). Scrittrice e regista, ha pubblicato un romanzo per Rizzoli alcuni anni fa (sotto pseudonimo), ha curato l’antologia Tutti giù all’inferno (Giulio Perrone Editore), è caporedattrice di La poesia e lo spirito, e ha tenuto il blog Tu, quore! per l’Unità. Ha pubblicato racconti in vari volumi e ha collaborato con importanti testate con articoli, racconti e recensioni, tra le quali Nazione Indiana, Carta, Diario, Accattone, Micromega.
    Come regista ha diretto Dignity, documentario pluripremiato, insieme a altri due cortometraggi, Midsommar e The Coltrane Code, selezionati per oltre un centinaio di festival internazionali.
    Nel 2002 ha fondato il gruppo de iQuindici, costola della Wu Ming Foundation, che ha diretto fino al 2009.

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    Marzio e Camillo sono due balordi, in fuga dopo una rapina, elegantissimi in cima a un grattacielo, o alle prese con un software che distruggerà l'umanità: non fanno che blaterare,[...]

    Astratti – Operette Amorali

    A partire da 2,99

    Marzio e Camillo sono due balordi, in fuga dopo una rapina, elegantissimi in cima a un grattacielo, o alle prese con un software che distruggerà l’umanità: non fanno che blaterare, parlare a vanvera, mettere o togliere i puntini dalle i. Sulla loro strada, il samurai vuole riportarli alla ragione. Cioè, ucciderli.
    Astratti – Operette Amorali è un’opera multiforme concepita da Antonio Sinisi come un concept album: ogni brano (dialoghi, monologhi, calligrammi, poesie in forma di rosa, epitaffi) può essere letto separatamente dagli altri, ma tutti insieme formano un unicum che è più della somma delle parti. I fumetti muti di Martoz sottolineano, contraddicono, evidenziano ciò che viene raccontato in scena. Astratti è dunque una sola messa in scena, con un richiamo, esplicito e riconoscente, agli autori cui può essere accostato: Beckett, Brecht, Ionesco, Pinter.

    CAMILLO A questo non ci avevo pensato.
    MARZIO A cosa?
    CAMILLO A essere libero.
    MARZIO È la caratteristica principale di uno spazio simile. Apertura. Apertura.
    CAMILLO Resta il fatto che questo posto è da nessuna parte. E oltretutto qui oltre a non esserci nulla non c’è nessuno.
    MARZIO E in tutti gli altri posti? Ci hai pensato mai? Nei posti in cui siamo pieni di tutto pensi che ci sia qualcosa?

    PRESENTAZIONI:

    Antonio Sinisi, teatrante e autore, vive a Roma dove è nato nel 1975. Studia Economia Politica fino a quando non entra a far parte di una compagnia di teatro. Nel 1999 debutta come attore e dirige laboratori di teatro per bambini, ragazzi e adulti. Nel 2005 debutta come regista. Organizza eventi tra cui Logos – Festa della Parola e Limnesia – Teatri alla Sorgente e rassegne teatrali e cinematografiche. Attualmente dirige laboratori sotto il nome di VLAT (Via Libera al Teatro). Nel 2015 vince una residenza artistica al Teatro Studio Uno di Roma con la messa in scena TETRO che nel luglio 2015 partecipa al Roma Fringe Festival fuori concorso all’interno della sezione #scenaromana. Lo stesso lavoro è scelto all’interno dei migliori spettacoli di Rete Critica. Nel 2016 vince il premio Miglior Regia del Festival Note di Regia organizzato dal Teatro Hamlet di Roma con una messa in scena del Macbeth. Astratti – Operette Amorali è il suo primo libro. www.antoniosinisi.net

    Martoz è un fumettista, illustratore e street artist italiano. Ha realizzato fumetti per le case editrici Coconino, Actes Sud, Dark Horse, Canicola, Shockdom e Progetto Stigma. Ha collaborato con Il Foglio, Linus, Il Sole 24 Ore, Jacobin Italia, associazione Illustri, Revok film e il MiBACT. Ha esposto i suoi lavori in gallerie di tutto il mondo tra cui Tokyo, Parigi, Buenos Aires, Los Angeles e Mosca. Insegna allo IED di Roma e al Mimaster di Milano. Instagram/Behance: alemartoz

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    Marco Saverio Loperfido, cameraman, guida escursionistica, ricercatore sociale, autore di libri e documentari di viaggi e cammini, partecipa da oltre dieci anni a trekking con gruppi di persone con disagio[...]

    La luce assoluta dell’Etiopia

    A partire da 3,99

    Marco Saverio Loperfido, cameraman, guida escursionistica, ricercatore sociale, autore di libri e documentari di viaggi e cammini, partecipa da oltre dieci anni a trekking con gruppi di persone con disagio mentale, l’ultimo svolto in Etiopia nel 2018.
    In questo libro, attraverso diari, fotografie, riflessioni, ricordi ci restituisce un’esperienza umana ricca e affascinante, in uno dei paesaggi più antichi del mondo, ritornando alle origini dell’umanità con lo strumento primordiale: il cammino.

    La mia mente era anchilosata, ferma, girava a vuoto in se stessa. L’aria sapeva di muffa, nulla si muoveva più come una volta. Ma la vita è pur sempre movimento e allora la mente, inquieta, prendeva a girare nella stanza vuota, come una mosca destinata a spegnersi angosciata sul davanzale.
    E io mi sono messo in cammino, non metaforicamente, sul serio. Ho preso lo zaino e ci ha messo dentro poche cose. Poi ho dato una direzione alla mia persona, ho trovato un senso di marcia. Adesso mi oriento, so dove sto andando, con chi e perché, almeno per oggi.

    Marco Saverio Loperfido (1976), laureato in Filosofia, è dottore di ricerca in Servizio Sociale presso l’Università RomaTre. Documentarista e sociologo visuale, fa parte dell’Associazione Roccaltìa Musica Teatro, con la quale coordina le attività culturali dello Spazio Corsaro di Chia (VT). Ha pubblicato articoli su riviste, saggi in volumi ed è autore di una monografia sociologica, La morte altrove. Il migrante al termine del viaggio. È ideatore e curatore del progetto e del sito ammappalitalia.it. È Guida Ambientale Escursionistica AIGAE.
    Ha pubblicato i romanzi Claude GlassMemorie di un bugiardo e Cronache metafisiche oltre alle guide escursionistiche Il giro della Tuscia in 80 giorni e Umbria: passaggi a sud-ovest. Insieme alla moglie Marina Vincenti e al cane Bricco nel 2017 ha percorso 2400 km a piedi partendo da Chia e arrivando a Bruxelles, un cammino denominato Paese Europa. Nel settembre-ottobre del 2018 ha guidato un gruppo di sei ex-detenuti in un cammino di 900 km nel sud dell’Italia, per un progetto di reinserimento sociale.

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    GENERE – PER CAPIRSI MEGLIO è un manuale semplice e chiaro, scritto e illustrato da Noa Delclòs Coll, diciannovenne di Barcellona, che spiega i concetti base relativi al genere e[...]

    Genere – Per capirsi meglio

    10,00

    GENERE – PER CAPIRSI MEGLIO è un
    manuale semplice e chiaro, scritto e illustrato
    da Noa Delclòs Coll, diciannovenne di
    Barcellona, che spiega i concetti base relativi
    al genere e a come si manifesta nelle nostre
    vite.
    Identità, espressione, corpi, discriminazioni.
    Capire come nasce l’identità di genere, come
    viene percepita e quali sono le conseguenze
    sociali dell’attribuzione di una persona a un
    genere aiuterà a comprendere meglio la
    propria realtà e quella delle persone trans.

    Traduzione dall’originale spagnolo Género:
    para que nos entendamos (Editorial Veus
    Amb Veu, 2016).

    Noa Delclòs Coll, nato a Barcellona nel 1998,
    studente di Storia presso l’università Paris 1 –
    Pantheon-Sorbonne, spera che questo libro aiuti
    chi lo legge a capire meglio cosa significhi essere
    trans.

     

  • 12,00

    È venerdì sera e Tonino il Paino si prepara per la serata col Tangooo! Intanto Straccaletto dà gli ultimi ritocchi al suo nuovo 125cc truccato, Fra' Tomasso sfida scaricatori a[...]

    Leggeri e pungenti

    12,00

    È venerdì sera e Tonino il Paino si prepara per la serata col Tangooo! Intanto Straccaletto dà gli ultimi ritocchi al suo nuovo 125cc truccato, Fra’ Tomasso sfida scaricatori a gare di forza e fede e i giovani calciatori Franchino, Spartaco, Enzo e Gerolamo studiano strategie per riprendersi i loro preziosi campi in terra dalle grinfie delle ruspe, pronte a costruire altre palazzine.
    Roma, anni Sessanta. La vita in periferia si svolge tra consolari e rotaie del tram, rare puntate in paese o al mare. Un mondo sta per scomparire, ma i giovani protagonisti di questi venti racconti, Leggeri e pungenti, ancora non lo sanno.
    Nel libro anche 14 fotografie di Claudio Bassi, istantanee di vita nella periferia romana dei decenni passati, e uno scritto degli architetti Rossella Marchini e Antonello Sotgia, che esplora i cambiamenti urbanistici di Roma, in particolar modo a cavallo delle Olimpiadi del 1960.

    Enrico Campofreda, giornalista, è nato nel quartiere romano di Torpignattara, ha poi condiviso giochi, studio, lavori, lotte, amori tra Centocelle e altre periferie sud-est della Capitale. Ha scritto di sport, storie sociali, politica internazionale, in particolare di Medio Oriente, su quotidiani e riviste specializzate. Ha pubblicato L’urlo e il sorriso (Di Salvo, 2007), Hépou moi (Abao Aqu, 2010), Diario di una primavera incompiuta (Abao Aqu, 2012), Afghanistan fuori dall’Afghanistan (Poiesis, 2013).

     

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    Alzerò la mia voce al di sopra del brusio dei potenti. La renderò tuono, perché esploda tra le nuvole e le sue note cadano come gocce di pioggia a far[...]

    Variazioni di Luna – Donne combattenti in Iran, Kurdistan, Afghanistan

    A partire da 3,99

    Alzerò la mia voce al di sopra del brusio dei potenti. La renderò tuono, perché esploda tra le nuvole e le sue note cadano come gocce di pioggia a far respirare la terra. Se per questo pagherò, subirò violenza o l’esilio non mi fermerò. Perché difendo la vita e la verità e non legittimo confini.
    Né madonna, né puttana, né santa, né strega. Sono Donna, sono persona, sono padrona del destino, colei che scrive la Storia del mondo.

    Mah, nella mitologia persiana, è una divinità femminile, rappresentazione della Luna, regina della notte. Mah è anche la radice di molti nomi femminili, tante variazioni di Luna, che ritornano nelle storie di donne qui raccontate: Mahshid, Mahtab, Mahin, Mahnaz.
    Donne che hanno scelto di non tacere e non rassegnarsi di fronte a un destino di sottomissione che sembrava segnato, per loro e per i popoli a cui appartengono. Le loro vite si incrociano con quelle di una donna proveniente dall’Italia, l’autrice del libro Patrizia Fiocchetti, che dopo 13 anni di militanza con la resistenza al regime khomeinista dell’Organizzazione dei mojahedin del popolo iraniani incontra altre donne e altre resistenze, tra le rivoluzionarie afghane di Rawa, le combattenti curde delle Ypj e tante altre voci e volti di donne, declinazioni di lotte lontane ma comuni.

    Patrizia Fiocchetti per più di vent’anni ha lavorato con i rifugiati politici con il Consiglio Italiano per i Rifugiati, la Caritas di Roma e il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Ha pubblicato Afghanistan fuori dall’Afghanistan (Poiesis ed. 2013, con Enrico Campofreda) e ha partecipato ai libri Una mattina ci siam svegliate (Round Robin, 2015) e Si può ancora fare (Safarà, in uscita nel 2016). Ha pubblicato articoli con Il Manifesto e le riviste Laspro, Confronti e Guerre e Pace.

    IL LIBRO E’ DISPONIBILE:
    ROMA e provincia
    Libreria Giufà – via degli Aurunci 38 (San Lorenzo)
    Libreria Griot – via di S. Cecilia 1 (Trastevere)
    Erboristeria Le Mille Foglie – via Valle Viola 22 (Montesacro)
    Enoteca Letteraria  – via delle IV Fontane 130 (Barberini)
    Libreria Il Mattone – via Giacomo Bresadola 14 (Centocelle)
    Infoshop La Talpa – via Ostuni 9 (Quarticciolo)
    Piuma di Mare – via Ostiense 124 
    Libreria Alegre – circonvallazione Casilina 72/74
    Libreria delle Baruffe – piazza Giosuè Carducci 20 Albano Laziale (RM)

    Fuori Roma:
    Libreria Etruria – via Matteotti 67 Viterbo
    Associazione Culturale Kur – via di Ripetta 18 Chia (VT)
    Libreria Indipendente Colonna 130 – via della Colonna 130 Fano (PU)

    PROSSIME PRESENTAZIONI

    sabat0 27 maggio Roma | Libreria I Trapezisti (via Laura Mantegazza 37 – Monteverde)
    lunedì 12 giugno Napoli | Libreria Perditempo (via San Pietro a Maiella 8)
    sabato 24 giugno Perugia | Libreria Mannaggia (via Cartolari 8)

    SI PUO’ ORDINARE IN QUALSIASI LIBRERIA E TRAMITE IL SITO.

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    Quella zona della città si era staccata da tutto il resto e ora avanzava inghiottendo i confini per poi gettarsi nel Mediterraneo e vagare verso il disastro. Come la zattera[...]

    Fango – Distopia in pochi atti

    A partire da 4,99

    Quella zona della città si era staccata da tutto il resto e ora avanzava inghiottendo i confini per poi gettarsi nel Mediterraneo e vagare verso il disastro. Come la zattera di pietra, solo che al posto della pietra c’era il fango.

    Est di Roma, duemila e qualcosa. Piove da giorni, ma nessuno più si occupa di ripulire le strade, il fango sale. Squadre della polizia e di uomini col passamontagna sgomberano centri sociali, compiono retate, eliminano gli indesiderati della città, stranieri, barboni, tossici, compagni, disoccupati e movimenti di lotta. Sono al servizio di un Sindaco senza volto e del suo progetto distopico: il potere collettivo di Roma città stato.

    Nello scenario apocalittico quanto quotidiano dei quartieri della periferia romana, si cercano vecchie vendette provando a sopravvivere e, se possibile, a resistere. Quanta di questa distopia è sotto i nostri occhi?

    Il secondo romanzo di Luca Palumbo, autore di Un maledetto freddo cane.

    Luca Palumbo è nato a Napoli nel 1976. Redattore di Laspro – rivista di Letteratura, Arti & Mestieri, ha pubblicato la raccolta di racconti Il pianista nano (0111 edizioni, 2009) e il romanzo Un maledetto freddo cane (Lorusso, 2012). Vive e lavora a Roma.

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    Questo non è un romanzo, un trattato politico, una raccolta di poesie o un saggio. È una favola, una storia di fantasia più o meno reale. Quindi fate attenzione, leggetela[...]

    La linea

    10,00

    Questo non è un romanzo, un trattato politico, una raccolta di poesie o un saggio.
    È una favola, una storia di fantasia più o meno reale.
    Quindi fate attenzione, leggetela con leggerezza, o potreste correre il rischio di rimanere bloccati da qualche parte, dietro a qualche linea immaginaria.

    Una retta bianca tracciata nella notte taglia in due una città. Da oggi, impossibile attraversarla. Su un lato della Linea, un esercito di militari e poliziotti capeggiati dal Generale, dall’altro, milioni di persone senza capi ma accomunati da due parole: No Linea. Una favola moderna di Enrico Astolfi, scenograficamente illustrata da Aladin Hussein Al Baraduni.

    INFO E CONTATTI PER PRESENTAZIONI E INIZIATIVE SULLA PAGINA FB

    Enrico Astolfi è nato a Magenta (MI) nel 1976; ferrarese di adozione, vive da 8 anni a Roma. Funambolo del precariato ha lavorato come fattorino, lavapiatti, attrezzista, manovale e operatore in un centro di accoglienza per minori stranieri. Ha pubblicato la raccolta di racconti Palude (Linea Bn, 2007, Ferrara) e il romanzo Casilina. Ultima fermata (Edizioni Pontesisto, 2013, Roma). Alcuni suoi racconti sono apparsi sul web e su antologie. Aladin Hussein Al Baraduni è nato in Arabia Saudita nel 1979. Cresciuto nello Yemen, dal 2005 vive a Roma. Pittore, illustratore e street artist, ha realizzato numerosi murales di grandi dimensioni in spazi occupati e autogestiti in tutta Italia, oltre ad aver collaborato con riviste e produzioni culturali indipendenti.

    Presentazioni con gli autori, mostra delle tavole originali:

    sabato 18 luglio 2015 h. 19.30 BAM Biblioteca Abusiva Metropolitana – via dei Castani 42 (Centocelle) Roma

    martedì 21 luglio 2015 h. 21.30 Csoa Officina Trenino 211 – viale della Vittoria 211 Porto San Giorgio (FM)

    sabato 25 luglio 2015 h. 21.30 Piazza del Municipio – Giulianova (TE) 

    COD: 9788890493690 Categoria:
  • 12,00

    L’umanità cruda, la tenerezza, e il senso di sfida presenti in questa raccolta di racconti di giovani palestinesi di Gaza si erge come testimonianza della resilienza, della forza morale e[...]

    Gaza writes back

    12,00

    L’umanità cruda, la tenerezza, e il senso di sfida presenti in questa raccolta di racconti di giovani palestinesi di Gaza si erge come testimonianza della resilienza, della forza morale e della bellezza dei popoli oppressi del mondo. Gli autori e le autrici hanno poco più di vent’anni e anche se nelle loro vite riecheggiano bombe, proiettili e i programmi di Israele di annientarli, le loro storie ci insegnano cosa voglia dire avere uno spirito indomito e una volontà integra. Sono la prossima generazione di scrittori e intellettuali palestinesi. Dovremmo tutti sostenerli, farli crescere, leggere i loro racconti e poi passar loro il testimone.
    Susan Abulhawa

    Gaza Writes Back è una raccolta di ventitré racconti, tanti quanti i giorni dell’operazione Piombo Fuso dell’occupazione israeliana a Gaza, di quindici giovani palestinesi della striscia di Gaza. Una generazione tra i venti e i trenta anni che ha scoperto la scrittura e i social media, in particolare attraverso la lingua inglese, come strumento di resistenza per far arrivare la loro voce senza filtri né censure. In italiano, la prova che la cultura e la letteratura palestinese, nonostante l’apartheid israeliano, sono vive più che mai.

    Refaat Alareer, nato a Gaza (Palestina) nel 1979, curatore di Gaza Writes Back, dal 2007 insegna Letterature comparate e Scrittura Creativa all’Università Islamica di Gaza. Attualmente sta concludendo un dottorato di ricerca in Letteratura Inglese in Malaysia.

    Recensioni

    Il testo è la testimonianza che raccontare storie è un atto di resistenza, di costruzione della propria memoria
    (Cristina Micalusi, Nena News)

    Gaza, la narrativa della resistenza
    (Ilaria Romano, Il Reportage)

    Presentazioni

    mercoledì 8 luglio 2015 h.18 Casetta Rossa Spa – via Luigi Alberto Magnaghi 14 (Garbatella) Roma
    Interverranno: Refaat Alareer (curatore del libro, in collegamento Skype da Gaza), Wasim Dahmash (docente di Lingua e Letteratura Araba all’università di Cagliari), Luigi Lorusso (curatore dell’edizione italiana), Angela Pappagallo (Casetta Rossa).

    venerdì 17 luglio 2015 h. 19 Libreria Griot – via di S. Cecilia 1/A (Trastevere) Roma
    Interverranno: Refaat Alareer (curatore del libro, in collegamento Skype da Gaza), Chiara Comito (curatrice del blog Editoriaraba), Luigi Lorusso (curatore dell’edizione italiana)

    COD: 9788894106909 Categoria:
  • 11,00

    In tempo di guerra, le pene d’amore non suscitano molta comprensione. Pochi hanno voglia d’ascoltare: ci sono cose più serie, o comunque     più urgenti, e non c’è tempo[...]

    In tempo di guerra e altri racconti

    11,00

    In tempo di guerra, le pene d’amore non suscitano molta comprensione. Pochi hanno voglia d’ascoltare: ci sono cose più serie, o comunque     più urgenti, e non c’è tempo da perdere. Le canzoni che scaldano il cuore e danno vita a furori non sono quelle romantiche; allora bisogna   avere pudore e mettere tra parentesi le sciocchezze, le lacrime scendano soltanto per i lutti e anche quelle nei tempi previsti. Eppure oggi nella mente di M. non c’è posto per altro.

    Un uomo attraversa una città divisa in due in cerca della sua Bella. Altri affondano le mani tra i rifiuti e vivono una vera notte rock. Dentro una prigione il pasto segue regole precise e la domenica non si può mangiare casanza. Babbo Natale si congela al freddo e rimugina pensieri rancorosi su un marciapiede affollato. Un uomo cerca di capire qual è la cosa da fare, l’ultima cosa che abbia un senso…
    Nove racconti, storie di resistenza umana a un panorama di impoverimento morale e materiale, storie di lotta per non arrendersi alla paura di un tempo di guerra.

    Alessandro Pera vive a Roma, dove è nato nel 1957. Narratore che ha sperimentato anche il teatro, lavora in un Centro di aggregazione giovanile. Ha pubblicato nel 1999 la raccolta di raccontiAfa (Odradek Edizioni); ha partecipato con propri racconti alla raccolte collettive In ordine pubblico(Fahrenheit 451, 2005), Fragole e sangue (Edizioni clandestine, 2007), Per sempre ragazzo (Marco Tropea editore, 2011).

    Presentazioni

    25 ottobre 2014 ore 20 all’Officina Culturale Via Libera – Via dei Furi 25 (Quadraro) Roma

    COD: 9788890493683 Categoria:
  • 5,00

    un documentario di Bruno Federico Il viaggio dei tre operai della Fiat/Sata di Melfi, licenziati per aver scioperato, in un sud operaio stretto tra il ricatto di Marchionne e la minaccia[...]

    107 secondi operai del Sud

    5,00

    un documentario di Bruno Federico

    Il viaggio dei tre operai della Fiat/Sata di Melfi, licenziati per aver scioperato, in un sud operaio stretto tra il ricatto di Marchionne e la minaccia della disoccupazione.

    COD: D001 Categoria:
  • 10,00

    Un giorno come tanti, tra la fine e l’inizio del millennio, Uno riscrisse l’organizzazione del lavoro del paese. Fu così che il protagonista di Quando ammazzarono i precari vide crescere[...]

    Quando ammazzarono i precari

    10,00

    Un giorno come tanti, tra la fine e l’inizio del millennio, Uno riscrisse l’organizzazione del lavoro del paese. Fu così che il protagonista di Quando ammazzarono i precari vide crescere l’ansia nella sua vita, al lavoro e fuori di esso, sulle strade delle città del sud e del nord. Incontrò Tre, Quattro e Sei, poi anche Sette e Otto, con cui fecero una banda. Li chiamavano i Marmocchi.

    Un romanzo a cavallo tra i generi, dall’ideatore di Laspro – rivista di Letteratura, Arti & Mestieri.

    Il passaggio dall’alienazione a tempo indeterminato, dall’ergastolo della fabbrica o del posto fisso, alla condizione precaria porta con sé ansia, insicurezza, rabbia e frustrazione. Condizioni emotive che il nostro personaggio senza nome conosce pian piano in un percorso che lo conduce ad acquistare coscienza e consapevolezza e ad avvicinarsi gradualmente a un impegno politico nel tentativo di risolvere collettivamente i suoi problemi.
    dalla postfazione di Renato Berretta

    Cristian Giodice (1975) nato e cresciuto a Milano, in via Lomellina, vive e lavora a Roma. Nel 2009 fonda Laspro, che dirige fino al 2012. Ha pubblicato racconti su antologie e riviste ed è autore di sceneggiature per cortometraggi e testi teatrali.

    Ottima capacità di muoversi all’incrocio tra vari generi (…), immagini di pura poesia
    recensione su Mangialibri.com

    COD: 9788890493676 Categoria: Tag: , ,
  • 12,00

    Dall’esperienza di Laspro – rivista di letteratura, arti & mestieri, 11 storie che raccontano di un’Italia non pacificata, che attraversano le resistenze individuali e collettive alla paura, alle violenze, agli abusi[...]

    The Clash. Lo Scontro.

    12,00

    Dall’esperienza di Laspro – rivista di letteratura, arti & mestieri, 11 storie che raccontano di un’Italia non pacificata, che attraversano le resistenze individuali e collettive alla paura, alle violenze, agli abusi dei tanti poteri. Racconti che dalle ceneri degli anni Zero fanno scorgere degli anni Dieci che sono tutti da giocare.

    Questa è un’antologia importante, importantissima. Apre speranze, sfida il pessimismo corrente. Fa capire che lo scontro non è prospettiva futura, ma realtà già in atto. A chi sappia prestare ascolto, non può sfuggire il clangore metallico dei Guns of Brixton che, nelle periferie, migliaia di giovani stanno ricaricando
    dall’introduzione di Valerio Evangelisti

    Racconti di Marino Buzzi, Marco Capoccetti Boccia, Dario Falconi, Cristian Giodice, Luigi Lorusso, Lisa Mazzieri, Silvia Mericone, Luca Palumbo, Marco Philopat & Duka, Guido Tobia, Michele Turazzi.

    MATERIALI

    Leggi l’introduzione

    Recensione su Pulp libri di gennaio/febbraio 2011

    Recensione su Mangialibri.com

    Recensione su Fuori le mura

    Video intervista di Salvo Vitale dopo la presentazione a Partinico (PA)

    Audio della trasmissione di Radio Onda Rossa Tabula Rasa

    Commenti su The clash su Lipperatura

    COD: 9788890493607 Categoria:
  • 12,00

    L’esperienza di un inverno sui Pullman della solidarietà per senza fissa dimora di Matteo Furst, operatore sociale al confine tra due mondi in bilico e apparentemente distanti, in una Roma ostile e[...]

    Un maledetto freddo cane

    12,00

    L’esperienza di un inverno sui Pullman della solidarietà per senza fissa dimora di Matteo Furst, operatore sociale al confine tra due mondi in bilico e apparentemente distanti, in una Roma ostile e dalle relazioni umane glaciali, raccontato senza pietismi, con una stile diretto e cinematografico. Matteo, seriamente intenzionato a diventare il più grande precario del mondo, arriva a Roma proveniente dal suo verde nulla molisano, divide casa con coinquilini egiziani e rumeni e per lavoro distribuisce tè, biscotti e coperte a uomini e donne ai margini della città, provando a non finire nella disperazione egli stesso.

    Quel maledetto freddo cane stupiva, stupivano le grasse gocce di cattiva umidità che sgorgavano da ogni angolo della città, una città calda ma che tremava nei suoi meandri e in quelli dei suoi abitanti.

    Luca Palumbo è nato a Napoli nel 1976. Caporedattore del web magazine Creativity papers, ha pubblicato le raccolte di racconti Il pianista nano (0111 edizioni, 2009), Cinico irreale (Edizioni Creative, 2012) e diversi racconti pubblicati su antologie e riviste, tra cuiThe clash – Lo scontro e Laspro (Lorusso editore). Vive e lavora a Roma.

    Il libro di Luca Palumbo accende una luce su quelle storie a cui pochi fanno attenzione
    C.O.R.E. online

    Luca Palumbo dà una testimonianza di straordinaria onestà intellettuale
    Il Paradiso degli Orchi

    Un vero romanzo sociale, che scruta a fondo tra le pieghe della sconfitta, tra le promesse non mantenute dalla società del benessere
    Mondoscrittura

    Un libro coraggioso
    Fuori le Mura

    COD: 9788890493621 Categoria:
  • 10,00

    Giusi Tartaro, attraverso la narrazione della propria storia di donna-maestra-diversa nella relazione con i suoi bambini-alunni, descrive senza infingimenti un’esperienza quotidiana in una scuola impoverita di risorse e di fiducia.[...]

    Io non sono una brava maestra

    10,00

    Giusi Tartaro, attraverso la narrazione della propria storia di donna-maestra-diversa nella relazione con i suoi bambini-alunni, descrive senza infingimenti un’esperienza quotidiana in una scuola impoverita di risorse e di fiducia.
    Una riflessione che parte da sé, da una condizione di silenzio imposto alla proposta di una scuola che faccia dell’ascolto il cardine della propria azione educativa.

    Io sono una maestra per caso e mi ritrovo a insegnare ad alunni anch’essi per caso. Ma è casuale il nostro incontro? Qual è quel filo sottile che ci lega e m’impedisce di andare via?

    Giusi Tartaro è nata a Ramacca (CT). Vive a Roma dove svolge la professione di psicologa, oltre che quella di maestra elementare.Io non son una brava maestra è il suo primo libro.

    MATERIALI

    Leggi l’introduzione

    Recensione su Laspro

    COD: 9788890493614 Categoria:
  • 12,00

    Shahd Abusalama, giovane artista palestinese di Gaza, cura da tre anni il blog in lingua inglese Palestine from my eyes, in cui racconta la sua vita quotidiana, la storia della[...]

    Palestine from my eyes

    12,00

    Shahd Abusalama, giovane artista palestinese di Gaza, cura da tre anni il blog in lingua inglese Palestine from my eyes, in cui racconta la sua vita quotidiana, la storia della sua famiglia di rifugiati, di suo padre prigioniero, la paura e la resistenza sotto gli attacchi di Israele, le lotte dei prigionieri politici palestinesi. Una testimonianza diretta da una realtà, quella di Gaza sotto assedio, raccontata quasi sempre dall’esterno.

    Sin da piccola, iniziai a disegnare la Palestina dai miei occhi, assediata dal filo spinato, i polsi ammanettati, i bambini dei campi profughi che tenevano la chiave del ritorno e gli occhi pieni di lacrime con la speranza della pace. Iniziai a scrivere all’età di 17 anni, dopo i 22 giorni di massacro commesso dall’esercito di Israele contro il nostro popolo nel 2008-2009. Avevo la terribile sensazione di essere isolata dal resto del mondo. Volevo combattere l’ignoranza che disumanizzava me e il popolo palestinese. Usai la lingua inglese per tradurre il dolore, la resistenza e l’umanità del mio popolo al resto del mondo, per far ascoltare la sua voce soffocata.
    Io sono una dei fortunati. Sono una palestinese che non è più senza voce.

    Shahd Abusalama è nata nel 1991 nel campo profughi di Jabalia nella striscia di Gaza, Palestina. È originaria del villaggio di Beit Jirja dove i suoi nonni subirono la pulizia etnica nel 1948. Laureata in Letteratura inglese, cura dal 2010 il blog Palestine from My Eyes e collabora con il sito di approfondimento Electronic Intifada. Ha partecipato con i suoi disegni a mostre locali e internazionali. Suo padre è stato prigioniero nelle carceri israeliane per 15 anni e questo è stato il principale motivo ispiratore per il suo lavoro contro le ingiustizie subite dal suo popolo.

    COD: 9788890493669 Categoria: Tag: , , , ,
  • 3,00

    Tempo di crisi tempo di lotta inaugura la collana "Quaderni": libretti brevi, agili e dal prezzo contenuto che raccontino efficacemente la nostra realtà per essere strumento di conoscenza e di trasformazione[...]

    Tempo di crisi tempo di lotta

    3,00

    Tempo di crisi tempo di lotta inaugura la collana “Quaderni”: libretti brevi, agili e dal prezzo contenuto che raccontino efficacemente la nostra realtà per essere strumento di conoscenza e di trasformazione sociale. Manolo Cañada, educatore e attivista spagnolo, descrive con chiarezza l’origine della crisi economica spagnola e mondiale, e come la crisi diventi terreno di conflitto e opportunità per chi voglia mutare la realtà in senso anticapitalista.

    Traduzione dall’originale spagnolo Tiempo de crisis tiempo de lucha (Zambra-Baladre).

    Passare dall’io al noi: questo è sempre stato il mestiere dei resistenti. Passare dal coraggio solitario alla rabbia organizzata, dal dolore della mia ferita alla coscienza collettiva dello sfruttamento. Passare da essere obbedienti oggetti della crisi a costituirci in soggetti di trasformazione. È tempo di collegare le ribellioni e di creare crisi politica. Tempo di crisi, tempo di lotta.

    Manolo Cañada e gli altri autori del libro fanno parte del coordinamento spagnolo Baladre – Coordinacion estatal contra el paro, la pobreza y la exclusion social.

     

    COD: 9788890493638 Categoria: Tag: , , ,
  • 12,00

    Marco Capoccetti Boccia, già autore di Non dimenticare la rabbia – Storie di stadio strada piazza, torna a raccontare le storie scomode e politicamente scorrette di chi porta in piazza le[...]

    Scontri di piazza. Autonomi senza autonomia.

    12,00

    Marco Capoccetti Boccia, già autore di Non dimenticare la rabbia – Storie di stadio strada piazza, torna a raccontare le storie scomode e politicamente scorrette di chi porta in piazza le proprie lotte con rabbia e determinazione. 11 racconti di scontri di piazza, contrassegnati da data e luogo, in un periodo storico poco conosciuto, quegli anni ’90 vissuti come un deserto freddo da attraversare dopo la fine delle organizzazioni autonome, in una Roma in trasformazione, dove tra centri sociali istituzionalizzati e periferie disumane resistono pochi, disorganizzati e forse velleitari, che continuano a chiamarsi autonomi.

    Mai pentiti, mai arresi.

    “Che famo? Che famo? Forza, avanziamo, dai!”
    La paura si mischia all’adrenalina, le gambre tremano, ma le scarpe da ginnastica sull’asfalto lucido non mi fanno scivolare.
    “Avanti compagni!”

    Marco Capoccetti Boccia è nato a Roma nel 1973. Storico, narratore e militante autonomo libertario, ha pubblicato la raccolta di poesie Territori occidentali (Edizioni Oppure, 1999), la raccolta di racconti Non dimenticare la rabbia (Agenzia X edizioni, 2009) e il saggio storico Valerio Verbano. Una ferita ancora aperta (Castelvecchi, 2011).

    “Un libro crossover tra narrativa d’assalto e cronaca storica dei movimenti (…). Il lato più umano ed emozionante delle lotte politiche radicali”
    (recensione di Marco Philopat per Pulp libri)

    Qui l’audio della trasmissione Take it easy su Radio Onda Rossa con Marco Capoccetti Boccia ospite per presentare Scontri di piazza.

    COD: 9788890493645 Categoria: Tag: , , ,
  • 12,00

    Quanto siamo disposti a sacrificare per avere uno stipendio? È quello che si chiede Emanuele, chef, impiegato, quasi filosofo, dimettendosi dal suo posto di cuoco nella cucina di una mensa[...]

    Trecento piccolissime mani

    12,00

    Quanto siamo disposti a sacrificare per avere uno stipendio? È quello che si chiede Emanuele, chef, impiegato, quasi filosofo, dimettendosi dal suo posto di cuoco nella cucina di una mensa scolastica.
    Un racconto sulla precarietà e la lotta senza esclusioni di colpi in un mondo di automi aziendali nelle corporation del maccherone seriale, raccontato con spietata leggerezza, tra cibo, filosofia e scartoffie burocratiche, che ci interroga sul nostro rapporto col lavoro, nell’era in cui un contratto a tempo indeterminato è un lusso e licenziarsi diventa un atto rivoluzionario.

    Ero un cuoco, dovevo fare il cuoco. Ero nato tondo, non potevo morire quadrato. Proverbio di merda. Che dici? Vuoi scrivere? Ma se neppure ti sei laureato.
    Sfiletta quel salmone, fa’ il favore. E sbrigati.
    E invece quel salmone te lo sfiletti tu.

    Emanuele Boccianti (1971) interrompe gli studi di filosofia per diventare chef, mettendo in secondo piano la sua passione per la scrittura. Che però non smette mai di nutrire sotterraneamente, scrivendo prima poesie e racconti, poi sceneggiature e recensioni cinematografiche. Ultimamente ha appeso la parannanza al chiodo, vive in campagna, coltiva l’orto e il suo amore per le parole scritte. Ha pubblicato Italia gialla e nera con Sabrina Ramacci (Newton Compton). Cura il blog A costo zero.

    MATERIALI

    La vita come narrazione (pop): intervista a Emanuele Boccianti (da Laspro 23)

     

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